Conoscendo la Durella – Gli spumanti di Fongaro e Giannitessari

Figura 1 – Mappa della Denominazione Lessini Durello, con Focus sul paese di Roncà, dove si trovano Fongaro e Giannitessari.

Il viaggio odierno mi porta tra i Monti Lessini, le splendide catene montuose che sovrastano Verona e che si snodano sino al confine con la città di Vicenza. In quest’area le DOC di riferimento sono 2: il Lessini Durello (che prevede la spumantizzazione con metodo Charmat) ed il Monti Lessini (che prevede la spumantizzazione Metodo Classico di almeno 24 mesi). Entrambe le tipologie fanno riferimento ad una varietà autoctona: la Durella. Tipica di questa zona, è un’uva dalla buccia spessa e tenace (da cui prende il nome) che a livello gustativo viene caratterizzata da una fortissima acidità, dote che nel passato l’ha relegata ad uva da taglio, usata anche da austriaci, tedeschi e francesi per produrre i loro più famosi spumanti (Sekt e Champagne). Da queste parti, dopo aver capito che la strada del vino fermo non era praticabile, hanno ben compreso che la spumantizzazione fosse l’unica via per farla rendere al meglio. Ed eccomi oggi a raccontarvi due realtà diverse, ma entrambe caratterizzate dalle peculiarità di una delle 15 sottozone della Denominazione.

Ambedue rientrano nel comune di Roncà, nell’area sud della DOC, dove le colline guardano la splendida zona di Soave. In questo comprensorio (detto Brenton) troviamo altitudini variabili (tra i 150 e i 450 metri s.l.m.), i terreni sono quasi totalmente basaltici (di origine vulcanica), con substrato argillo-calcareo nelle parti più basse e nettamente roccioso nelle zone di media ed alta collina. Le esposizioni principali sono verso sud, e le uve raggiungono ottime maturazioni, che si traducono in vini potenti e molto persistenti.

Figura 2 – Dettagli di cantina, vigneti e terreni di Giannitessari – Copyright (http://giannitessari.wine/)

L’azienda Giannitessari nasce nel 2013, dall’omonimo proprietario, che dopo aver scritto pagine importanti dell’enologia regionale e nazionale a Ca’Rugate, ha deciso di staccarsi dalla famiglia per scrivere la sua nuova storia vinicola. La base è a Roncà, ma la proprietà può contare su ben 55 ettari di vigneti, distribuiti tra le zone di Soave, Monti Lessini e Colli Berici. In queste tre aree si trovano terreni molto diversi, e Gianni e la sua famiglia, sono convinti sostenitori delle differenze che ciascuno dei suddetti deve marcare sui vitigni ivi coltivati. Concentrando l’attenzione sui Monti Lessini, si parla di terreno esclusivamente basaltico, da cui vendemmia eccellenti uve di Durella, usate per produrre ben 6 spumanti.

LA DEGUSTAZIONE

Figura 3 – Durello Brut “Alpone” di Giannitessari

Durello Brut “Alpone”
Durella con una piccola percentuale di Garganega, allevate su terreni basaltici in Val d’Alpone. Rifermentato in autoclave con il metodo Charmat, per circa 3 mesi e dosato con soli 8 gr/lt di zucchero.
Si presenta di un giallo paglierino chiaro e molto vivace, le bollicine si elevano numerose e vibranti. Sa di succo di pera, melone giallo e di limone appena spremuto. Il sorso è scorrevole, con la carbonica che punzecchia dolcemente la lingua. Si rivela succoso e sprintoso, un gran Charmat, curato in ogni dettaglio.
Da abbinare ad un apritivo misto, anche con presenza di formaggi freschi e affettati.

Figura 4 – Lessini Durello DOC “36 Mesi” di Giannitessari

Lessini Durello DOC “36 Mesi”
100% Durella, allevata nelle vigne dei Monti Lessini, Val d’Alpone e Verona. Rifermentato in bottiglia con il Metodo Classico per almeno 3 anni di autolisi all’interno dei sotterranei aziendali, dosato con 8 gr/lt di zucchero.
Si presenta di un bellissimo giallo carico, quasi dorato, che presenta bollicine fini e non troppo copiose. Sa di vaniglia, burro d’alpeggio ed è contornato da refoli di erbe aromatiche secche. Il sorso è teso, con una bollicina soave ed un finale nettamente sapido. Si rivela gustoso e di buona raffinatezza.
Da abbinare con una quiche lorraine.

Figura 5 – Lessini Durello DOC “60 Mesi” di Giannitessari

Lessini Durello Riserva DOC “60 Mesi” Millesimato 2013
100% Durella, allevata su terreni basaltici. Rifermentato in bottiglia con il Metodo Classico per circa 60 mesi, a cui segue un dosaggio con soli 3 gr/lt di zucchero.
Si presenta di un giallo dorato, con riflessi bronzei, le bolliccine sono sottili e tendono a svanire rapidamente. La lunga autolisi apporta toni di zafferano, lemon curd, e confettura di mela renetta. Il sorso è solerte, brioso ed elegante. La carbonica massaggia il palato e la parte aromatica si sviluppa in modo eccellente nel finale di bocca.
Da abbinare con un ricca cruditè di crostacei.

Figura 6 – Tanita di Fongaro indica i lieviti all’interno di una bottiglia in affinamento sui propri lieviti, uno scorcio delle loro vigne e le bottiglie in silenziosa autolisi.

Fongaro è l’azienda che rappresenta l’eccellenza spumantistica regionale, grazie ad una filosofia votata interamente alla produzione di vini con l’utilizzo del Metodo Classico. La loro avventura parte nel 1975 quando Guerrino Fongaro fonda l’azienda e decide di concentrare le sue energie nel rendere nobile e garbata la Durella. Oggi sta a Tanita Danese perpetuare il lascito culturale di Guerrino, e lo fa con un’energia strabordante, tipicamente veneta. Credono nelle lunghe autolisi, e in questo momento hanno ben 300.000 bottiglie che riposano e si evolvono all’interno della loro cantina. Anche loro sono siti a Roncà, e i loro 8 ettari di vigneti girano intorno alla cantina, precisamente situati sulla costa di un antichissimo vulcano. Fermentano tra acciaio e cemento e sfruttano 8/9 ore di macerazione sulle bucce per ingrassare e placare la veemenza della Durella. Producono 6 spumanti, che si distinguono grazie al colore delle loro raffinate etichette.

LA DEGUSTAZIONE

Figura 7 – Vino Spumante di Qualità Metodo Tradizionale Classico “Cuvée 48 Mesi” di Fongaro.

Vino Spumante di Qualità Metodo Tradizionale Classico “Cuvée 48 Mesi”
85% Durella con 15% Incrocio Manzioni (Pinot Bianco + Riesling). Le piante crescono su terreni basaltici e sono allevate con il tendone veronese. Il vino rifermenta con la tecnica del Metodo Classico per 48 mesi, a cui segue un remuage totalmente manuale.
Si presenta di un giallo pieno, al cui interno brillano piccole e copiose bollicine di CO2. Sa di pesca bianca, biancospino, pera Williams matura condita da tocchi di mandorla caramellata. Il sorso è scoppiettante, le bollicine creano un movimento agile ed il finale si lega con la succosa acidità. Uno spumante trasversale, molto raffinato.
Da abbinare con un gustoso cordon bleu di pollo.

Figura 8 – Vino Spumante di Qualità Metodo Tradizionale Classico “Gran Cuvée 48 Mesi” di Fongaro.

Vino Spumante di Qualità Metodo Tradizionale Classico “Gran Cuvée 48 Mesi”
85% Durella con 15% Chardoanny. Le piante crescono su terreni basaltici e sono allevate con il tendone veronese. Il vino rifermenta con la tecnica del Metodo Classico per 48 mesi, a cui segue un remuage totalmente manuale.
Si presenta di un giallo acceso, meno dirompente del precedente, irradiato dalla luce di piccole e numerose bollicine. Più austero del precedente, sa di limone, mandarino cinese a cui si sommano ricordi di canfora e di timo limonato. Il sorso è brioso, teso e verticale. Finisce sapido e con un forte richiamo all’aroma della nocciola.
Da abbinare ad un risotto al peperone giallo e gorgonzola.

Figura 9 – Spumante Lessini Durello Riserva Doc Metodo Tradizionale Classico “Brut 60 Mesi” di Fongaro.

Spumante Lessini Durello Riserva Doc Metodo Tradizionale Classico “Brut 60 Mesi”
100% Durella. Le piante di Durella crescono su terreni basaltici e sono allevate con il tendone veronese. Il vino rifermenta con la tecnica del Metodo Classico per 60 mesi, a cui segue un remuage totalmente manuale.
Si presenta di un giallo dorato carico e luminescente, le bollicine sono scattanti e molto ben rifinite. Ha un impatto deliziosamente floreale, di camomilla secca, tarassaco e mimosa, a cui si aggiungono toni di burro noisette, pompelmo giallo ed un ricordo di pietra pirica. Vive intorno ad un’acidità totalizzante che apporta liquidi e sapore. Chiude lunghissimo, su ricordi di pompelmo giallo candito.
Da abbinare con una triglia scottata, ristretto di cacciucco e purè di zucca butternut.

Termina qui il brioso viaggio alla scoperta della Durella, l’uva della Lessinia, che per me rappresenta la più accattivante soluzione spumantistica autoctona d’Italia!

TheMarchian.

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