Making Bardolino great again! – Visita a Villa Calicantus

Bardolino: vini sempliciotti, solo rosati lievi e poco dirompenti… Mai affermazione fu più sbagliata, poichè nella visita odierna comprenderete come anche nel Bardolino si riescano a creare vini rossi dal netto spessore organolettico. Volendo dare al racconto una vera impronta rivoluzionaria ho volutamente scelto un titolo, d’effetto che potesse far comprendere a tutti le intenzioni buonamente bellicose di Daniele Delaini. Lui è un sognatore, un uomo che vive con passione e grinta, che dopo una carriera d’ufficio in Francia, nel 2011, ha deciso di convogliare tutte le sue energie nel restaurare l’azienda vitivinicola di famiglia. Intorno all’antica Villa di Calmasino, a due passi dal Lago di Garda, i suoi avi producevano vino già dal 1800, e quando Daniele è tornato, ha trovato uno stato di completo abbandono, sia per quanto riguarda le vigne che per quanto riguarda la Villa. Così, preso da uno spirito impavido è ripartito da zero… anzi da 1.

Da sx a dx: Il lago di Grada visto dai vigneti sopra la Villa; le vigne di Daniele; il fioritissimo giardino antistante la Villa.

Era solamente 1 l’ettaro rimasto di proprietà della famiglia, ma Daniele non si è dato per vinto e ha cominciato con moltissimi sacrifici a sistemare tutto il patrimonio naturale presente in torno a Villa Dolaini. Avendo formato il suo gusto in Francia, il suo approccio enologico si è legato principalmente al rispetto dell’ambiente, per poter fare emergere le reali caratteristiche del terroir. Un racconto d’unicità che parte anche dalla scelta del nome: “Calicantus”, un fiore invernale che cresce solamente nel veronese. Dopo soli 9 anni di estenuanti lavori fisici e di concetto, oggi lavora su 8 ettari di vigneti con una produzione che si attesta intorno alle 30-40.000 bottiglie. Fedele al suo sogno primordiale, produce solamente vini da singolo vigneto, poichè vuole trasmettere a tutti quel forte legame tra frutto e territorio che lui percepisce quotidianamente.

Da sx a dx: Piccole botti per il Chiar’otto; la Villa con i tavolini all’aperto; Daniele Dolaini in mezzo alle sue botti grandi.

Come in una partita di poker, Daniele ha fatto all-in, cercando di proporre la vera identità del Bardolino, cioè quella legata a vini rossi di eleganza e nerbo, che in passato (e spesso anche oggi) sono serviti per tagliare i più acclamati rossi della Valpolicella. Come dicono gli anziani, Bardolino è storicamente una sorta di serbatoio di uve, usate per rinfrescare i mosti di annate calde o per fare massa nei casi di grandinate improvvise che decimano le vigne della “Valpo”. Il pregio di queste uve nasce principalmente da due fattori: la stretta vicinanza del Lago di Garda (che con il suo influsso benefico protegge dal freddo e esalta le escursioni termiche) e la povertà dei suoli collinari (di origine morenica, composti prevalentemente da calcari, sabbie e argille rosse).

Oggi in un’atmosfera conviviale (intorno ad un bel tavolone posto sotto la tettoia della Villa) Daniele ci presenta le sue “creature” abbinate ad un lungo pranzo, in cui si rincorrono abbinamenti gastronomici provenienti dalla zona e anche direttamente dal suo orto.

Bottiglia di Bardolino Classico Chiaretto DOC “Chiar’otto” 2019 di Villa Calicantus

Bardolino Classico Chiaretto DOC “Chiar’otto” 2019
Corvina, Rondinella, Molinara, Sangiovese.
L’uva proviene da sei parcelle del 1966 in pergola veronese, che si trovano riunite in un’unico corpo sul fianco di una collina appena sopra il paese di Bardolino. Il vino viene fatto maturare in barrique per pochi mesi.
Si presenta di un rosa cerasuolo, più impattante rispetto agli standard della zona. Al naso risulta incentrato su piccola frutta rossa e agrumi (prevalentemente mandarino) con un deciso sprint pietroso. In bocca il sorso è svelto, composto da un’acidità spiccata che ricorda il mandarino cinese. In chiusura si mostra anche la sua vena sapida, che però rimane ancora chiusa dalla forte presenza di acidi fissi.
Un Chiaretto risoluto, che sa dove vuole andare, caparbio e testardo, non si modella per piacere ma anzi si esalta nell’esser un istrione!

Bottiglia di Vino Rosato “Chiar’Otto ” 2018 di Villa Calicantus

Vino Rosato “Chiar’otto” 2018
Corvina, Rondinella, Molinara, Sangiovese.
Stesso procedimento del precedente, ma con un anno di più in bottiglia.
Si presenta con un rosa cerasuolo che tende verso il salmonato, molto scarico sui bordi. L’impatto olfattivo è più dolce, rispetto al suo pari del 2019, con note di caramella gommosa al lampone e fragolina selvatica. Vivaci tocchi wild di piccole bacche di bosco e fiori di oleandro chiudono il ventaglio d’aromi. Nonostante abbia più di un anno di bottiglia, in bocca mantiene una spiccata briosità, condotta principalmente da un residuo gassoso che si rivela sotto forma di lieve petillant. Il sorso è largo, più compiuto rispetto al precedente, con la parte sapida in netta evidenza.
L’evoluzione del Chiaretto secondo Daniele, l’affinamento in vetro riesce a fare emergere il territorio, che sipresenta con una netta mineralità gustativa.

Bottiglia di Vino Rosso “Soracuna” 2018 di Villa Calicantus

Vino Rosso “Sora Cuna” 2018
Corvina, Rondinella, Molinara, Merlot.
L’uva proviene dallo stesso vigneto a 165 metri usato per produrre il Chiar’otto, ma per il Sora Cuna vengono usate solamente le piante più basse dell’appezzamento. Il vino fermenta e matura in cemento per circa 6 mesi.
Si presenta di un rosso rubino luminescente e non perfettamente limpido, positivo sinonimo di estrema artigianalità e filosofia poco interventista. Al naso ricorda profumi vegetali come il succo di pomodoro e i fiori di geranio, circondati da un sottofondo di incenso. In bocca è crudo, ancora scalpitante, ha bisogno di qualche minuto a contatto con l’ossigeno per tranquillizzare la sua esuberanza. Dopo che si adagia, diventa meno arruffato e più decifrabile, con uno sviluppo aromatico che gioca sul succo di ribes bianco e il ginger. Chiude sapido, molto pietroso, chiaro marker di territorio.
Un esuberante ragazzetto, ancora in preda alle sue mille elucubrazioni adolescenziali… da aspettare con grande interesse.

Bardolino Superiore DOCG “La Superiora” 2018 di Villa Calicantus

Bardolino Superiore DOCG “La Superiora” 2018
Corvina, Rondinella, Molinara e Sangiovese.
Le uve provengono da viti giovani (circa 11 anni) situate in zona Pastrengo. Il vino fermenta in cemento e poi 12 mesi in botti di legno.
Il colore è emozionante, di un rubino chiarissimo che sembra svolazzare nel calice tale è la sua leggiadria. Pepe rosa, pompelmo, susina rossa e acqua di rose descrivo una carica olfattiva di eccellente spessore e raffinatezza. In bocca è tutto tensione, l’acidità tende una corda rigida come quella di un violino, mentre l’impatto aromatico ricorda prevalentemente il succo di ribes di bosco. Nel finale emerge una lieve speziatura pepata, che dona alla persistenza un lungo finale lievemente piccante.
Si tratta di un vero e proprio emblema di corroboranza, dinamicità e scatto verso la voglia di fare tornare il Bardolino un nobile riconosciuto.

Bardolino Classico Superiore DOCG “Avresir” 2016 di Villa Calicantus

Bardolino Classico Superiore DOCG “Avresir” 2016
Corvina, Rondinella, Molinara e Sangiovese.
Le uve provengono dal vigneto sopra la Villa, le viti hanno circa 16 anni di età e sono situate nella collina più alta del paese di Calmasino.
Fermenta tra acciaio e legno e poi matura in botti per 24 mesi, a cui seguono ulteriori 12 mesi in bottiglia prima dell’immissione in commercio.
Si presenta di un rubino semi-trasparente, ma molto più carico rispetto ai rossi precedenti. Al naso risulta essere ricco e stratificato, con importanti toni balsamici, poi emergono gelè di lamponi, lavanda secca, fiori di sambuco e cuoio. In bocca ha una struttura impavida e ben estratta. Il tannino, lievemente vegetale, pizzica rapidamente il centro della lingua, mentre il corredo aromatico dà alla persistenza un aiuto speziato e più ruffiano.
Se leggiamo “Avresir” al contrario scopriamo che è “Riserva”! Un tocco di fino di Daniele, che identifica in questo vino la sua gloriosa idea di riportare il gusto del Bardolino al suo antico splendore!

Spero quindi che possiate convenire con me, qui a Villa Calicantus sta avvenendo una piccola rivoluzione, che porterà i suoi seguaci ad esclamare: “Making Bardolino great again!”.

TheMarchian.

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