L’arte della corroboranza – Brunello di Montalcino DOCG 2015 – Le Ragnaie

Le vigne intorno alla cantina, al Passo del Lume Spento.

Montalcino, sono al Passo del Lume Spento, qui dimora il vigneto più alto di tutta la Denominazione, ben 621 metri di altitudine incastonati all’interno del versante Sud-Ovest del Monte degli Elci. Mi trovo a Le Ragnaie, la garbata realtà condotta da Riccardo Campinoti, 20 ettari di vigneti sparsi tra le zone più vocate, come: Castelnuovo dell’Abate, Petroso e Montosoli. Riccardo è l’artista che negli anni ha disegnato le sorti di quest’azienda che comprende anche un confortevole agriturismo. Oggi niente soggiorno in questa terrazza naturale verso la Val d’Orcia, oggi passo entusiasta tra i tini giallo-verdi (in cemento) e le grandi botti di rovere (prevalentemente Garbellotto) cercando di figurarmi il passaggio del vino che avviene tra esse, un movimento lento e ricercato che marchia il Sangiovese con una dotazione di raffinata corroboranza. Dopo l’efficace comprensione del “metodo Le Ragnaie” (che poi sarebbe il classico sistema di lavorazione del Sangiovese attraverso lunghe macerazioni, e altrettanto prolungati affinamenti) passo all’assaggio del vino che rappresenta maggiormente lo stile aziendale: il Brunello di Montalcino.

Tini in cemento giallo-verdi e botti per la maturazione del Brunello di Montalcino.

Si tratta dell’annata 2015, anzi la perfetta duemilaquindici, come asserisce anche Riccardo mentre racconta l’andamento climatico della suddetta. L’annata che tutti vorrebbero, regolare, senza malattie e con l’unica pecca (se così vogliamo chiamarla) di essere stata un po’ calda; queste situazioni hanno dotato il Sangiovese di materia fruttata ed un già ottimo bilanciamento a livello gusto-olfattivo. Il vino in questione rappresenta circa 35.000 bottiglie dell’intera produzione, e viene composto da tutti i vigneti aziendali tranne i Cru che vengono utilizzati per l’imbottigliamento dei Brunello single vineyards. Al colore si presenta totalmente granato, seppur mantenendo una vivida colorazione capace di rifrangere egregiamente la luce. Il profilo olfattivo ha un timbro d’antan, quasi a richiamare lo stile classicista di Montalcino. L’esordio è balsamico, ricorda gli oli essenziali d’agrumi, poi la marasca ben matura identifica la parte fruttata, che viene seguita da tocchi speziati di sigaro toscano e pepe nero. La compostezza del naso è soave, e istante dopo istante si arricchisce di note boschive, come le foglie umide ed il tartufo nero estivo. In bocca contrassegna ancor di più la sua essenza vibrante e profonda. Il sorso entra con nerbo tannico, pungente ed un po’ ematico, che poi si affina e decresce il suo impatto asciugante, liberando lo spazio all’acidità e all’aromaticità dei suoi elementi. Dopo la deglutizione il finale è sussurrato ma allo stesso tempo estasiante, tracce di china lo rendono deciso e poi la tonificante apparizione dell’arancia sanguinella dona il lunghissimo persistere del suo sapore all’interno della faringe.

Ed è come una tela, intessuta con certosina pazienza per dare al fortunato degustatore un esercizio di stile che si forma sull’altissimo gusto artistico del suo creatore… un gusto infinitamente corroborante

TheMarchian.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...