Appartenenza raddese – Visita a Istine

Radda in Chianti, 550 metri di altezza, il sole scalda le rocce e la brezza trasporta la svelta serie di nuvole che lambiscono l’azzurro cielo estivo. Noi, un nutrito gruppo di amici siamo impazienti di incontrare Angela, la “Dea ex machina” che sta dietro al grande successo di Istine. Arriviamo da Castellina, lungo la SR429, e ci troviamo nel quadrante sud-ovest del comune di Radda in Chianti, luogo votato sin dall’alba dei tempi per la coltivazione della vite, prova ne è l’originale appartenenza all’antico Terziere del Chianti (di cui facevano parte anche Gaiole e Castellina). Qui, poco prima del Colle Petroso, si lascia la via maestra e si percorre una polverosa strada bianca, che ci guida verso l’area hospitality dell’azienda. Il piccolo borghettino (costruito con le pietre estratte dalla terra, come vuole il più classico stile chiantigiano) accoglie i visitatori con calore e tranquillità e preannuncia quello che vedremo ponendo lo sguardo verso nord-est: la vigna Istine, colei che ha dato il nome all’azienda!

Angela Fronti nella nuova vigna di Canaiolo, e la splendida vista della ripida vigna Istine a 550 metri s.l.m.

Qui ci accoglie Angela, che di gran carriera ci porta a visitare il suo habitat prediletto, una delle sue vigne di Radda. Dalle sue parole traspare l’orgoglio di essere una raddese DOC, erede dei contadini mezzadri che con fatica hanno coltivato questi scampoli sassosi, strappandoli spesso e volentieri dalle grinfie dei fitti boschi che ricoprono il 90% dei 70.000 ettari del Chianti Classico. Prima ci porta nella vignetta più giovane, piantata totalmente a Canaiolo (per rafforzare ulteriormente il legame storico con terra e vitigni), che già da quest’annata darà dei frutti interessanti per compartecipare con il suo magnifico Sangiovese. Poi ci spostiamo nella vigna da cui tutto è cominciato (vigna Istine) dove notiamo un terreno povero (di copertura fertile come il limo) ma ricchissimo di pietre arenarie, galestro (argilla scagliosa), quarziti e tracce di alberese. La pendenza è fortissima, una vigna d’elezione per estrarre finezza dai frutti delle viti ma anche tremendamente dura e arsa da lavorare. Per dare conforto e materia organica al terreno Angela adotta la pratica del sovescio, che in questo caso di forte presenza di scheletro si rivela una scelta più che ideale.

Da sx a dx: il terreno galestroso della vigna di Canaiolo, vista dalla vigna Istine e le sue belle piante di Sangiovese.

La storia di Angela ad Istine parte effettivamente nel 2012, 3 anni dopo il primo imbottigliamento aziendale di sole 3.000 bottiglie, quando dopo gli studi di enologia e le esperienze in alcune realtà della zona decide di dedicare tutta se stessa alla prosecuzione dell’azienda di famiglia. La sua impronta è chiara sin da subito: ricerca dell’appartenenza al Chianti Classico e volontà di far esprimere ogni appezzamento aziendale in modo univoco e irripetibile. Da qui nasce la sua linea, tutt’ora in evoluzione, in cui il Chianti Classico e la Riserva rappresentano l’unione delle varie vigne aziendali, mentre l’Istine, Cavarchione e Casanova dell’Aia rappresentano la pura espressione dei singoli vigneti con una visione un po’ più borgognona.

Mappa con gli appezzamenti di Istine tra Radda e Gaiole – Copyright http://www.istine.it

Angela ci sistema fuori, all’ombra della casetta in pietre che accoglie le degustazioni e ci fa entrare velocemente all’interno del suo mood stilistico, partendo dal bianco (recente prova molto interessante) e arrivando sino al primo Vermouth di Radda.

Ma bando alle ciance, qui si comincia a far sul serio!

Bottiglia di Bianco Toscano IGT 2019

Bianco Toscano IGT 2019
Malvasia Bianca e Trebbiano toscano che effettuano 3 giorni di macerazione a freddo e poi vanno in anfora ad acino intero per pochi mesi.
Questo bianco è un vero mix tra antico sistema di vinificazione delle uve bianche e moderno sistema di concezione grazie all’uso del tappo a vite. Il colore si veste di uno sgargiante giallo paglierino carico e vibrante. Al naso i sentori sono inizialmente un po’ quieti, ricordando maggiormente le note di paglia e di susina gialla matura, tipiche del Trebbiano un po’macerato. Aspettando qualche istante esce il suo vero carattere, composto principalmente dalle note di maggiorana selvatica e agrumi citrini che appartengono alla Malvasia. In bocca è freschissimo (marchio di fabbrica di Istine) con un finale sapido e lievemente ammandorlato, che vira verso la frutta secca.
Solare come l’estate e fresco come solo Radda sa essere, è vero, strizza un po’ l’occhio ai, troppo in fretta dimenticati, bianchi mezzadri.

Bottiglia di Rosato Toscano IGT 2019

Rosato Toscano IGT 2019
100% Sangiovese, raccolto presto per preservarne l’alta acidità. Viene fatto fermentare in acciaio a bassa temperatura (16°), come se fosse un bianco.
Il colore è un gioviale rosa cerasuolo. I profumi richiamano il mandarino cinese, il pompelmo rosa e i fiori di oleandro. In bocca il sorso è tesissimo, reso vivo e piccante dalla chiara presenza di acido malico. Corrobora ed è rapido, nello sviluppo aromatico si porta dietro il ricordo del succo di mandarino e dei suoi semi.
Vivace, toglie la sete e induce paurosamente al secondo calice… un rosato che spacca!

Bottiglia di Chianti Classico DOCG 2017

Chianti Classico DOCG 2017
90% Sangiovese e 10% tra Canaiolo e Colorino. Le uve vengono raccolte dalle vigne di proprietà e poi affrontano una fermentazione sia in acciaio che in cemento. L’elevage avviene in botti di rovere di dimensioni variabili (10-40 hl).
Il colore è un rosso rubino dotato di classica semi-trasparenza, che vista l’annata calda non perde per niente lucentezza. Al naso i profumi sono più maturi del solito, con toni di prugna rossa a dominare il ventaglio di profumi, poi violetta, sprazzi balsamici di menta piperita energizzati da un tratto francofono: il goudron. In bocca la tipica freschezza si percepisce, ma viene un po’ lenita da una femminilità quest’anno più evidente. Delicato negli aromi di bocca, rivela un’interessante sapidità in chiusura.
Un Chianti Classico annata di superba bevibilità, che si difende ottimamente anche in un’annata torrida come la 2017.

Bottiglia di Chianti Classico DOCG “Vigna Casanova dell’Aia” 2017

Chianti Classico DOCG “Vigna Casanova dell’Aia” 2017
100% Sangiovese proveniente dalla vigna Casanova dell’Aia (la prima comprata dalla famiglia Fronti) situata proprio sotto il paese di Radda a 500 metri di altitudine. Il vino fermenta in vasche di cemento e poi matura in legno grande.
Il suo rosso rubino è addirittura meno fitto del Chianti Classico (raddesità pura), che quindi accentua la sua innata semi-trasparenza. Al naso apre con una suggestione di succo di pesca, poi sentori di macchia mediterranea, melagrana, violetta e alga marina collegati tra loro da un sottofondo pietroso, molto caratterizzante. In bocca il sorso è succoso, ricco di materia liquida che scorre sulla lingua ed induce una prolungata salivazione. Merito di un’acidità impeccabile, che dona scorrevolezza senza mai sminuire o allentare il grip del sorso. In chiusura torna la suggestione pietrosa, che si unisce in sposalizio con il lunghissimo finale di arancia sanguinella.
Un Chianti Classico singolo vigneto di spessore, nervoso ed elegante, quasi nordico, che racconta in modo esemplare Radda e la mano di Angela.

Bottiglia di Chianti Classico Riserva DOCG “Le Vigne” 2014

Chianti Classico Riserva DOCG “Le Vigne” 2014
100% Sangiovese, composto dalle migliori uve delle tre vigne (Casanova dell’aia, Cavarchione e Istine) che vengono lasciate maturare in grandi botti di rovere.
Il rosso di questa Riserva (che ha già due anni di bottiglia) sta virando sul granato, mantenendo però una spiccata lucentezza. Al naso i profumi parlano di un’evoluzione più repentina del solito (sicuramente legata ad un’annata meno strutturata), e infatti percepisco note di genziana, poi tocchi di ginepro, lavanda essiccata, polvere di cacao e in chiusura refoli di mandarino maturo. In bocca il sorso scorre linearmente, rimanendo fedele ad un’annata fresca, in cui l’acidità fà la voce grossa. Chiude in modo delicato e femminile, disegnando i tratti di un sorso nel suo momento di maggior splendore.
Un’annata fresca, anzi freschissima, la 2014, che ha reso la Riserva di Chianti Classico più immediata e comprensibile, da sbicchierare energicamente!

Bottiglia di Vermouth di Radda

Vermouth di Radda
Prodotto con la base del Sangiovese rosato (che lo rende fresco e vibrante) e aromatizzato dalla pluriennale esperienza di Bordiga. Il primo Vermouth di Radda, realizzato dalla stupenda fantasia di Angela, che voleva creare un Vermouth raffinato e beverino per accompagnare l’aperitivo o il fine pasto.
Si presenta di un tenue rosa buccia di cipolla, gradevolissimo da osservare. I profumi portano la mente verso l’ora dell’aperitivo con sentori di olive in salamoia, origano, timo, ginepro e acqua di rose. In bocca è fulgido, comandato dalla freschezza e rasserenato dalla chiusura sapida che tende verso un tiepidissimo amaricante.
Che idea Angela! Un Vermouth buono per un Negroni con twist femminile o anche buonissimo da bere da solo con qualche cubetto di ghiaccio.

La comitiva di amici insieme ad Angela Fronti.

Grazie Angela per averci riaperto le porte di Istine ed averci mostrato tutta la tua passione e la tua cordialità, che mischiate alla tua strabordante simpatia chiantigiana ci hanno fatto sentire tutta la raddesità che emana la tua azienda!

TheMarchian.

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