La Carmignano aristocratica – Le nuove annate di Capezzana

Figura 1 – Mappa del Carmignano DOCG, con focus su Capezzana.

Anno nuovo, annate nuove. Anche se il proseguimento dell’incertezza pandemica sta stoppando ogni manifestazione enoica, non mi posso permettere di perder il passo con le nuove annate in commercio, per questo oggi sono a Capezzana, la storia del Carmignano, che sotto la guida della famiglia Contini Bonaccossi continua ad ergersi come rappresentante di lusso dell’intera Denominazione. Sono all’interno del locale aziendale chiamato “La Vinsantaia di Capezzana” in compagnia di Pierpaolo Guerra, amico e brillante factotum aziendale. La storia di Capezzana è radicata nel passato, con testimonianze di produzione di ottimo vino già prima dell’anno mille, ma è nel secolo precedente che si innalza a punto di riferimento internazionale. I Bonaccossi comprarono la Villa nei primi anni del ‘900 e fu con Ugo Contini Bonaccossi che divenne famosa in tutto il mondo per l’estrema qualità dei suoi vini. Lui era un maestro, attento pianificatore e ossessionato per la qualità, creò vini indimenticabili che si contraddistinguevano per l’armonica eleganza del loro comportamento ed ebbe il merito di convincere il Consorzio del Chianti a liberare la Denominazione di Carmignano dall’accorpamento al Chianti Montalbano. Con il suo fare laborioso, rese lustro ad una terra, glorificando così la storicità di un areale riconosciuto sin dal 1716 come uno dei 4 migliori di Toscana. L’immenso valore del suo lascito materiale e culturale, viene oggi perpetuato dai suoi figli (Beatrice, Benedetta e Filippo) che con la sua stessa attenzione, verso il rispetto della vigna, cercano di portare ai consumatori vini che sappiano emozionare il palato e lo spirito.

Di seguito trovate le mie impressioni sui sei vini più importanti della Tenuta degustati insieme a Pierpaolo, con cui è nato un confronto serio e attento nel valutare insieme la costante crescita stilistica che l’azienda sta avendo dopo il passaggio di qualche anno fa alle fermentazioni spontanee con lieviti indigeni.

Figura 2 – Da sx a dx: fotogramma della degustazione mattutina in compagnia di Pierpaolo Guerra, le nuove annate e l’olio frutto del raccolto 2020.

LA DEGUSTAZIONE

Figura 3 – Bottiglia di Toscana Bianco IGT “Trebbiano” 2019 di Capezzana.

Toscana Bianco IGT “Trebbiano” 2019
100% Trebbiano toscano facente parte di una selezione massale delle vecchie vigne aziendali coltivate tra i 100 e 150 metri di altitudine. Il terreno è di base argilloso con molta presenza di scheletro di varia natura. Viene vinificato tra acciaio e legni medio-piccoli, con una permanenza di circa 6-8 mesi sulle fecce fini durante il periodo di affinamento.
Prodotto per la prima volta nel 2000, si presenta di un colore giallo paglierino intenso che tende verso il dorato. Ha una media consistenza e sa di agrumi, susine gialle, origano secco e rievoca la freschezza balsamica della menta piperita. Il sorso è incentrato intorno alla tensione acida, che punge sul centro bocca, e poi lascia spazio ad uno sviluppo aromatico che ricorda le mandorle pelate. La persistenza è medio-lunga, e mantiene fede alla sua proverbiale capacità di lungo invecchiamento.
Da abbinare con una suprema di pollo cotta a bassa temperatura, cavolfiori gialli al vapore e caviale.

Figura 4 – Bottiglia di Carmignano DOCG “Villa di Capezzana” 2017 di Capezzana.

Carmignano DOCG “Villa di Capezzana” 2017
80% Sangiovese e 20% Cabernet Sauvignon coltivati a 200 metri di altitudine su suolo composto da scisti argillosi. Fermenta in acciaio e poi matura tra tonneau (12 mesi) e botti grandi (16 mesi) e sosta in bottiglia un ulteriore anno prima dell’immissione in commercio.
Prodotto per la prima volta nel 1925, il Villa di Capezzana 2017 rivela un’ottima gestione di quest’annata così torrida e difficile, dimostrando ancora una volta l’esemplare capacità dei Bonaccossi di saper ascoltare la natura ed il succo che ne deriva.
SI mostra con giovanili riflessi purpurei, che si fanno meno fitti e più scarichi sulla bordatura. Esordisce con manifesta intensità, che mette in risalto la canfora, i fiori di sambuco, il cardamomo e la confettura di more. In bocca è ampio, esaltato da un deciso volume tattile, la parte tannica è perfettamente estratta e la parte fruttata domina gli aromi del sorso. Chiude con accenni di liquirizia ed un rimando pacatamente amarognolo all’arancia rossa tipica del Sangiovese.
Da abbinare con dei pici all’aglione e pecorino di fossa.

Figura 5 – Bottiglia di Carmignano DOCG “Villa di Capezzana” (10 anni) 2011 di Capezzana.

Carmignano DOCG “Villa di Capezzana” (10 anni) 2011
80% Sangiovese e 20% Cabernet Sauvignon frutto dell’annata 2011, con ben 10 anni di affinamento in bottiglia, un progetto ambizioso che permette al consumatore di comprendere la storica capacità di invecchiamento del vino più iconico della Tenuta.
Il colore è ancora vivido e sgargiante, di estrema soavità, segnato solo parzialmente dal passare del tempo. Il suo corredo palesa toni di goudron, tericcio fresco, semi di mandarino, violetta profumata, ribes neri ed erbe officinali che vengono avvolti da un balsamico velo d’incenso. Il sorso è maestoso, con tannini succosi ed una presa aromatica totale. Conserva una spedita vena acida, che dona corroboranza e dinamismo, finisce balsamico, quasi canforato con un richiamo spiccato alla susina in confettura. Veramente un vino sontuoso!
Da abbinare con un petto di piccione, fondo bruno e cavoletti di Bruxelles.

Figura 6 – Bottiglia di Carmignano Riserva DOCG “Trefiano” 2016 di Capezzana.

Carmignano Riserva DOCG “Trefiano” 2016
80% Sangiovese con 10% Cabernet Sauvignon e 10% Canaiolo allevati in vigne a 200 metri di altitudine su terreno scistoso. Il vino fermenta in acciaio e pii matura in tonneaux per circa 24 mesi. Nato nel 1979 dai vigneti che circondano la Villa di Trefiano, oggi rappresenta un’annata molto fortunata, che abbina l’eleganza alla perfetta maturità del frutto.
Il colore è rubino, scarico sui bordi, ma di splendida vividezza. Si rivela ancora austero, ma lascia trapelare la profondità dei suoi sentori mediterranei di mirto, alloro, frutta scura e chiodi di garofano. Il sorso rivela un’impalcatura tattile imperiosa, che trova nel tannino il suo massimo esponente, esordisce appena il vino bagna la lingua e si protrae sino a metà bocca. Il respiro finale evoca aromi tipici e aristocratici di arancia sanguinella ed eucalipto.
Da abbinare con una tagliata di daino, salsa di frutti rossi e patate nouvelle al forno.

Figura 7 – Bottiglia di Toscana Rosso IGT “Ugo Contini Bonaccossi” 2016 di Capezzana.

Toscana Rosso IGT “Ugo Contini Bonaccossi” 2016
100% Sangiovese allevato in vigne poste a 150 metri s.l.m. con terreno scistoso composto da limi e argille. Fermenta in acciaio e poi matura in barrique (per metà nuove e per metà usate), a cui seguono almeno 8 mesi di bottiglia prima dell’immissione in commercio. L’UCB (così viene abbreviato) è dedicato al grande Ugo, che disegnò e realizzò il vigneto perfetto da dove nasce questo carismatico Sangiovese di Carmignano.
Il colore si presenta più concentrato rispetto ai vini precedenti, segno tangibile della concentrazione avvenuta all’interno delle barriques. Il tocco ligneo marca ancora la prima impressione, cedendo toni di vaniglia, cannella, cioccolato al latte e noce moscata, poi lentamente si fanno largo sentori di amarena sotto spirito, arancia candita e violetta in appassimento. In bocca il sorso è ancora serrato dalla potente chiusura data dal tannino che rimane anche sulla parte frontale delle gengive. Nel centro bocca vive di una tensione generosa che spinge il vino sino alla faringe, qua si espande lungamente attivando un riverbero aromatico terroso, vanigliato e agrumato.
Da abbinare con un cinghiale stufato in dolce e forte.

Figura 8 – Bottiglia di Toscana Rosso IGT “Ghiaie della Furba” 2017 di Capezzana.

Toscana Rosso IGT “Ghiaie della Furba” 2017
40% Cabernet Sauvignon con 35% Syrah e 25% Merlot allevati in vigne a 200 metri di altitudine su terreno composto da scisti argillosi. Fermenta in acciaio e poi matura in barriques per circa 18 mesi. Il glorioso taglio bordolese nato nel ’79 è anche quest’anno all’altezza della sua storia, nonostante sia figlio di un’annata dalla complessa gestione delle maturità fenoliche.
Il colore si presenta scuro, concentrato, ancora purpureo e più tendente al blu rispetto che al rosso rubino. L’incipit mette in evidenza toni di pasta di olive nere, fiori rossi, caffè, fiore di geranio, tisana all’anice stellato e bacche di sambuco. Il sorso è forte, rustico, vitale e speziato, crea tridimensionalità con sviluppi aromatici di tabacco da sigaro e frutta di bosco. Il finale è lungo, raffinato, ricorda il legno di cedro e chiama a gran voce il ricordo di alcuni grandi Paulliac di Bordeaux.
Da abbinare con formaggi molto stagionati, come i pecorini di Pienza o il Parmigiano Reggiano 70 mesi.

Grandi vini quelli dei fratelli Contini Bonaccossi, ancora in fasce, ma già capaci di esprimere la loro famosa aristocraticità senza pari. Saranno dei campioni di invecchiamento, capaci di portare, ancora una volta, nell’Olimpo dei grandi il nome delle colline di Carmignano. La naturale conclusione è quindi una dovuta: ad maiora nuove annate di Capezzana!

TheMarchian.

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