Ricominciare – Elbling trocken 2015

Alcuni vini pur non essendo indimenticabili, possono essere associati ad un momento importante, rendendoli così degni di nota per la loro capacità di diventare indelebili. È il caso di questo vino, di matrice sassone, che ho degustato in una fresca serata estiva tedesca. Ero in vacanza col mio amico Neri, in una città inconsueta, una meta non molto conosciuta: Lipsia. Situata in quella che fu la DDR (Germania dell’est), ad oggi viene considerata da molti la nuova Berlino. Essa attrae ogni anno una moltitudine di giovani studenti, poichè vanta uno dei più importanti poli universitari di Germania. È un ambiente che rappresenta perfettamente la civiltà mitteleuropea: scandito da orari ben precisi, pulizia e precisione, ordine ed organizzazione e grande senso civico. A questo si uniscono una grande vivacità artistica, riscontrabile nelle molte gallerie d’arte e musei sparsi per la città. Arrivando dall’Italia ci siamo trovati di fronte ad un contesto meritevole di profonda osservazione. Lì, potevamo toccare con mano la perfetta attuazione del nostro, utopico, concetto di società civile. Sembrava cucito su misura sulla nostra idea di vita, perciò ci trovavamo veramente a nostro agio. Trovare un ambiente così puro e dinamico, ci ha stimolato più volte a discussioni e ragionamenti molto introspettivi. Si, ma tutto questo che c’entra con il vino? C’entra, perchè era per me un periodo particolare, stavo combattendo una dolorosa battaglia con i ricordi di una relazione molto importante, purtroppo finita qualche mese prima. Ricordi e sentimenti che pensavo di aver affrontato e superato nei mesi precedenti, che invece in quelle settimane, di lunghe riflessioni, tornavano ad opprimermi con il peso della solitudine e del senso d’abbandono. Trovando grande disponibilità al colloquio, nel mio compagno d’avventura, sono riuscito a scavare nel mio profondo e successivamente ad esternare quei pensieri remoti, che avevo ben nascosto per evitarmi patimenti. Ricordo che ogni occasione era buona per introdurre argomenti di conversazione impegnata, da un pensiero suscitatoci da un’opera, dall’osservare i comportamenti delle persone, dal cercare di capire la psiche altrui. Insomma erano per me momenti di grande introspezione, che mi sono serviti per capire finalmente che io ero la, sola ed unica, ragione di quello che mi succedeva intorno. Avevo finalmente capito che per affrontare la vita, tutto doveva partire dalla totale comprensione del mio vero io. Associo dunque questo periodo storico ad un verbo: RICOMINCIARE. Si perchè, scavando così nel profondo avevo compreso che mi mancava qualcosa, ma non era una relazione, bensì la vera espressione del mio carattere e delle mie particolarità, che fino a quel momento avevo accuratamente nascosto con maschere pirandelliane. L’ ELBLING TROCKEN 2015, era un vino teso e ricco di acidità, percepibili già dal colore: un giallo verdolino che ricordava la buccia del limone non pienamente maturo. Analizzandolo al naso, esprimeva queste sensazioni di immaturità con ricordi di mela verde, scorza di limone ed erba di campo. In bocca poi, si aveva la massima percezione delle sensazioni sopracitate, l’asprezza fruttata e la grande acidità lo rendevano un vino acerbo, all’inizio di un percorso di evoluzione necessaria. Queste caratteristiche erano comparabili al mio bisogno di fare uno step ulteriore per crescere, con la consapevolezza di stare portando avanti un progetto di evoluzione caratteriale, essendo ancora all’inizio, quindi con asprezze, asperità e durezze non avendo ancora raggiunto l’equilibrio. Il lasso di tempo che deriva dal raggiungere l’equilibrio, facendo un parallelo, rappresenta la voglia di conoscere il nuovo, la curiosità nel mettersi alla prova, l’eccitazione dell’uscire dall’abituale, il senso di rinnovamento ed il brivido della nuova esperienza. Per questo pur non essendo stato un vino emozionante, è l’esemplificazione perfetta di un mio momento importante, degno di nota e di essere giustamente ricordato e raccontato. Per questo, pensate quando vi approcciate ad un vino e vedrete che esso sarà in grado di trasporvi emozioni vere ed irripetibili, capaci di stimolarvi come poche altre esperienze. Poichè come diceva Eschilo:”Il bronzo è lo specchio del viso, il vino quello della mente.”.

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