Innamorarsi a Milano – Presentazione guida vini VITAE 2018 – Parte 1

21 Ottobre, Milano, The Mall.
In un classico, grigio, sabato mattina milanese, è andata in scena la presentazione della guida ai vini VITAE 2018 a cura di AIS Italia. Un evento speciale, poichè erano presenti in degustazione i 500 vini premiati con i quattro tralci (voto compreso tra i 90 e i 100 pt.). Una possibilità, per facenti parte dell’associazione ed appassionati di andare alla scoperta dei prodotti italiani che hanno raggiunto i più alti livelli qualitativi. E’ un momento per il quale noi winelovers fremevamo da mesi, perchè si ha la possibilità di poter provare i mostri sacri dell’enologia italiana (alcuni inarrivabili per noi comuni mortali) e le ancor più importanti piccole aziende poco conosciute, ma che sono riuscite ad elaborare vini di qualità assoluta. Grazie alla presenza capillare delle delegazioni AIS in ogni regione, si ha la certezza che ogni bottiglia è stata analizzata e degustata da professionisti, in modo serio ed appassionato. Con queste premesse la domanda sorge spontanea: come potersi perdere un appuntamento così? La risposta è altrettanto spontanea: non si può. Devo essere sincero, le mie aspettative erano altissime, ma la realtà è certamente andata oltre, lasciandomi un ricordo indelebile di una giornata passata tra vini che regalano emozioni. Guardandosi intorno si poteva notare negli occhi di ognuno una luce particolare, mista tra passione, stupore, curiosità, eccitazione e divertimento, come se noi tutti, in quel momento, stessimo incarnando la figura del bambino che entra nel negozio di giocattoli insieme al padre. Rimanendo folgorati ed ammirati da tanta abbondanza, da avere un folle imbarazzo della scelta, tanto grande da costringerci a stravolgere il classico e preciso piano di degustazione, che prevede di partire prima dai vini spumanti, per passare ai bianchi, poi i rossi infine i vini dolci ed i fortificati. Avendo avuto la fortuna, grazie alla gentilezza di un produttore conosciuto durante il viaggio in treno, di entrare tra i primi, abbiamo da prima ciondolato tra i banchi di assaggio, inebetiti ed insicuri, non sapendo da quale vino cominciare. Fin quando ci  siamo soffermati innanzi a due etichette della straordinaria terra di Montalcino, eccola l’ispirazione che stavamo cercando, ed allora senza pensarci due volte, follemente, cominciamo la nostra giornata degustativa da due storiche etichette: prima un Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2012 di Mastrojanni (elegantissimo, con note fruttate, speziate e floreali, ed un tannino ancora in sviluppo ma altrettanto fine) poi un Brunello di Montalcino Riserva 2011 di Biondi-Santi (olfatto complesso e raffinato, ricco di sfaccettature fruttate e floreali, condite da delicate note speziate, in bocca più pronto del precedente, anch’esso sorretto da un eleganza tannica di assoluto livello). Decidendo di rimanere in Toscana ci dirigiamo nel territorio del Chianti Classico, dove da amante del Sangiovese mi soffermo incuriosito sull’ IGT Baron’ Ugo 2013 di Monteraponi (esso esprime la tipica eleganza di radda, con frutti rossi e fiori di viola al naso, ed un nerbo acido coadiuvato da un’ottima persistenza d’arancia sanguinella), proseguendo poi sul celebre IGT Solaia 2014 di Antinori ( olfatto composto da frutta scura, denso e speziato, di grande eleganza e suadenza il sorso, dove la persistenza fruttata gioca la carta vincente). Curiosi ci proponiamo di mettere a confronto i 3 più grandi merlot, in purezza, toscani: Masseto 2014 di Ornellaia, Messorio 2014 de le Macchiole e L’Apparita 2014 de Castello di Ama; rimanendo estasiati da L’Apparita 2014 (verticale e complesso già dalla prima olfazione, le note di un frutto maturo e ciccione ci investono la cavità nasale impreziosite da tocchi speziati e balsamici, in bocca mostra una ricchezza, quasi strana se si pensa all’annata, ed una lunghezza veramente incredibili). Nel percorso che per arrivare in Piemonte scopriamo due interessanti vini: il Brunello di Montalcino 2012 del Castello di Tricerchi ed il Morellino di scansano Riserva Dicioccatore 2012 di Fattoria SanFelo. Riuscendo con un timing pazzesco a beccare l’ istante esatto nel quale stavano aprendo il Barbaresco Sorì Tildìn 2014 di Gaja (olfatto di piccoli frutti rossi, fiori, unito a note carnose e di torrefazione, in bocca il tannino è giustamente importante e la persistenza pressochè infinita). Concedendoci una, prima, rapida pausa per un boccone di baguette con gorgonzola dolce (buonissima) e ripartendo alla volta di Boca 2012 di Le Piane e Gattinara 2012 di Travaglini; per poi concentrarci sui Barolo, qui in successione: Barolo Villero 2012 di Mascarello, Barolo riserva Bricco Boschis 2011 di Cavallotto, Barolo Cerretta 2013 di Conterno, Barolo VignaRionda 2013 di Ester Canale, Brolo Sperss 2013 di Gaja poi Barolo Tre Tine 2013 di Rinaldi, Barolo vigna Rionda Riserva 2011 di Massolino ed il Barolo Falletto Vigna le Rocche Riserva 2011 di Bruno Giacosa. Una cavalcata incessante tra le migliori espressioni del Nebbiolo, tra frutti rossi, tanti fiori e tannini importanti, sempre tutti corredati di grandi eleganza e finezza.
Continua…

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