TheMarchian goes to Belgium – Il Diario – Giorno 11

Sveglia sveglia, oggi non me ne starò in casa a lavorare alla tesi, bensì voglio andare a vedere un po’ di questa splendida città. Prima però vado al supermarkt per fare la spesa della settimana, esco di casa e fa un freddo che non mi aspettavo. Come ieri, anche oggi prosegue il grigiume nel cielo, che sta portando vento freddo e anche una lieve pioggerellina, che sembra quasi condensa. Pranzo in casa e poi parto alla scoperta della parte Nord, dove cominciano i canali dell’area portuale di Anversa. Mentre giro per le strade mi accorgo che il vento profuma di salsedine, e che forse per la seconda volta in vita mia, percepisco l’odore dell’Oceano. Vado a piedi perchè riesco a soffermarmi meglio sui dettagli e sui comportamenti delle persone. Oggi è Lunedì ma la maggioranza dei locali e dei negozi è chiusa, un po’ come i fanno i parrucchieri da in Italia. L’unica via che vive di turismo e freneticità appare Leysstraat, la strada dello shopping, in cui tra un H&M e l’altro si snodano i flussi principali di ciclisti e pedoni. Provo a viaggiare verso qualcuna delle belle cattedrali di Anversa ma sono tutte chiuse…ok ho capito, la prossima volta il giro lo faccio la domenica.

Mi accontento di ammirarle da fuori, che poi tanto male non è. Più mi avvicino al porto e più la forza del vento si intensifica, sembra di essere in pieno inverno! Arrivo nel primo porticciolo e vengo colpito non tanto dalle barche quanto dal MAS, il Museo super futurista, che andrò a visitare una domenica, si perchè qua il lunedì sono chiusi anche i musei!

Coraggiosamente provo a lanciarmi alla scoperta dell’orizzonte, per provare a vedere il mare, ma desisto meramente per la paura che da un momento all’altro possa palesarsi la tempesta perfetta. Decido di tornare verso casa e magari fermarmi a fare un po’ di shopping, e lungo il tragitto incappo erroneamente nel quartiere a lci rosse. Non vi dico quanto è orrendo vedere donne semi nude che si atteggiano dentro ad una vetrina, come se fossero degli infimi oggetti, pronte a sorridere forzatamente ad ogni possibile acquirente che passa nelle vie. Passato questo momento di tristezza infinita trovo la strada di casa e piano piano mi avvicino. Mi fermo in un negozio, compro una maglietta e rincaso, perchè anche stasera finirò a lavorare alla tesi!


TheMarchian.

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