TheMarchian goes to Belgium – Il Diario – Giorno 29

Oggi è venerdì, il giorno che universalmente apre le porte del weekend, che però parte con il completo grigiore del cielo e la pioggia che da esso cade con ritmo lento e incessante. La mattina scorre rapida mentre svolgo la routine giornaliera, che mi prepara al meglio in vista della giornata lavorativa. Verso le 11.40 scendo le scale e mi appresto ad aprire il negozio insieme a Ruben e a Cèline. Oggi passerò un bel po’ di tempo in cucina, poichè devo preparare due piatti per la cena di privata di domani sera. Per prima cosa mi dedico alla preparazione della panna cotta (che sarà il dessert) rielaborando a mio gusto la ricetta del mitico Gordon Ramsey. Essa è composta da parti uguali di panna e latte, che faccio ridurre leggermente aggiungendo poco zucchero (non mi piacciono i dolci troppo zuccherati) e che poi addenso grazie alla colla di pesce. Inserisco il composto in coppette monoporzione e le metto in frigorifero a riposare. Poi comincio a preparare il sugo all’Amatriciana con il quale condirò le penne di Gragnano che saranno il primo piatto di domani. Non avendo a disposizione il guanciale, opto per utilizzare il rigatino toscano del Falorni, che faccio sudare lentamente all’interno della casseruola. Quando è ben dorato lo tolgo ed inserisco la brumoise di cipolle bianche che si cuoceranno all’interno del grasso rilasciato sul fondo della pentola. Lascio stufare con calma e sfumo con vino bianco, poi aggiungo i pomodori pelati che spezzetto in modo da creare la salsa. Poi aggiungo un po’ d’acqua e lascio sul fuoco per 40 minuti. Passato questo tempo aggiungo qualche pomodoro fresco tagliato a dadini per aumentare l’acidità ed qualche cucchiaio di patè di pomodori secchi per esaltare la sapidità. Il mio obiettivo è di raggiungere una salsa di pomodoro dolce, saporosa e anche un po’ piccante, che possa rimandare alla veracità delle regioni del centro Italia. Lascio cuocere per un’altra ora e poi con il frullatore ad immersione vado a creare una salsa liscia in cui tutti gli ingredienti sono ben amalgamati, aggiungo il rigatino croccante e il sugo è pronto. Finite le mie attività culinarie sono quasi le 16.00 e stasera inauguriamo l’apericena, un nuovo formato che ripeteremo tutti i venerdì per proporre un vino da noi scelto in abbinamento a piccoli e sfiziosi appetizers.

La serie di tre piccole tartine consiste in una caprese scomposta, una salsa tonnata con cappero ed un crostino con patè di lenticchie con olio ai limoni.

Golosamente ci abbiniamo un Perda Pintà 2014 di Giuseppe Sedilesu, una Granazza in purezza da uve vendemmiate in ottobre con una lieve surmaturazione che lascia all’interno del vino un lieve residuo zuccherino intorno ai 5-7 grammi per litro. Conosce il legno piccolo d’oltralpe sia in fase fermentativa che in fase di maturazione da cui guadagna la speziatura e i molti ricordi di frutta secca tostata. È un vino che racconta il caldo della sua terra, con note di pesca sciroppata, uva passa, elicriso, grafite e toni balsamici che rimandano alla macchia mediterranea. Il sorso è alcolico, forte e robusto, ma molto equilibrato, a livello aromatico richiama la frutta secca e la mela stramatura, la pesantezza glicerica viene bilanciata dall’ottima sapidità che da vivacità e aumenta di molto la persistenza aromatica intensa. Dopo questo gustoso intramezzo chiudiamo e ci diamo appuntamento a domani, che sarà sicuramente una giornata lunga ed impegnativa.


TheMarchian.

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