Le trasmutazioni di Petreto – Doppia verticale a Fattoria Petreto

La magia della trasmutazione è un atto che noi amanti del vino cerchiamo con ossessione quotidiana, ne abbiamo un bisogno viscerale, poichè gli affidiamo la responsabilità della sorpresa. La possibilità di continuare a provare emozioni enoiche, si lega ineluttabilmente al bisogno di venire colpiti da nuovi input, è perciò la sorpresa di rinnovate prospettive che mantiene intatto il nostro coinvolgimento emotivo a questa materia liquida che tanto ci appaga. Pragmatizzando questo pensiero, si può facilmente convenire che la più forte magia della trasmutazione del vino è l’invecchiamento, un processo di lenta emancipazione sensoriale che gli dona la capacità di divenire un impareggiabile descrittore temporale. Decenni, mode, costumi, ideologie e pensieri, si legano all’interno di un sorso intergenerazionale, in grado di rappresentare un punto di congiunzione tra l’odierno ed il passato così ricco di particolari, da far impallidire anche gli storici più affermati.

Figura 1 – Mappa satellitare della Fattoria di Petreto.

Durante una recente visita alla Fattoria di Petreto, insieme alla mia amica Paola, il Patron Alessandro Fonseca ci ha fatti viaggiare sulle ali della storia, attraverso due verticali dei suoi vini bianchi più famosi: il Podere Sassaie (60% Sauvignon Blanc, 35% Semillon e 5% Chenin Blanc) ed il Pourriture Noble (55% Sauvignon Blanc, 45% Semillon).

Figura 2 – Da Sx a Dx: i ciottoli di Alberese che compongono lo scheletro dei terreni, la torre del 1200, parte principale del corpo della fattoria.

Tra i molti calici solcati dai liquidi dorati dei suoi vini, è nata l’idea del titolo. Ricordo che ogni vino assaggiato descriveva fedelmente l’annata di riferimento, completandola grazie ad un bagaglio di sensazioni aromatiche e tattili che avevano subito una straordinaria mutazione temporale. Siamo rimasti affascinati, colpiti nelle viscere (in senso metafisico) da quanta storia erano in grado di raccontare i vini di Alessandro, così ho sentito il profondo bisogno di riproporvi questa sensazionale escalation di momenti impossibili da dimenticare.

Figura 3 – Le due verticali di Podere Sassaie e di Pourriture Noble.

LA DEGUSTAZIONE

Figura 4 – Bottiglia di Toscana Bianco IGT “Podere Sassaie” di Fattoria Petreto.

Toscana Bianco IGT “Podere Sassaie” 2007
Oro verde, molto fascinoso. Sa di Ananas e pesca gialla, di mango e di miele, di pietra focaia e muschio, con un avvolgente finale di burro noisette. Il sorso è nello stato che i francesi definiscono con il termine “souplesse”, cioè quell’arco temporale in cui le componenti tattili e gustative di un vino sono in perfetta armonia tra loro. Il finale di bocca è lieve, quasi sussurrato, magico nella sua essenzialità e fascinoso nella sua durabilità.
Da abbinare con una quiche lorraine!

Toscana Bianco IGT “Podere Sassaie” 2011
Giallo dorato, che ricalca l’evoluzione e preannuncia un’annata più concentrata. Parte con toni di polvere di cacao e cioccolato bianco, poi mango candito, albicocche mature e polvere di camomilla. Il sorso è volumico, espansivo e caldo, che mantiene un’innata capacità di progressione del sorso. Ancora in evoluzione, dimostra che anche le annate calde sanno dare longevità ai vini, si esalta nella persistenza, molto lunga e di maggiore spessore aromatico.
Da abbinare con un cremoso piatto di linguine all’Astice!

Toscana Bianco IGT “Podere Sassaie” 2013
Giallo paglierino lucente e ancora giovanile. L’incipit è legato a toni di idrocarburo e note piraziniche come semi di limone, foglia d’agrume e fiori bianchi. Il sorso ha grande verticalità, guidato da un’acidità travolgente e piccante. In un’annata fresca e con meno “ciccia” risuona ancor di più il suo lungo finale salino, che lo fa quasi sembrare un vino del nord.
Da abbinare con una tartare di salmone dell’Alaska con crema di avocado e polvere di camomilla!

Toscana Bianco IGT “Podere Sassaie” 2015
Giallo paglierino attraversato da brillanti riflessi verdolini. Sviluppa tutta l’intensità di un’annata dalla perfetta maturità fenolica. Si muove intorno a sentori di ginestra e violetta, di cedro e pepe bianco. Il sorso ha un carattere fruttato e balsamico, dove le sfumature aromatiche vengono catalizzate dai ricordi di origano e rosmarino. L’impatto tattile è grasso, saporoso e ancora ben teso, finisce con l’aroma della mandorla amara e la sua proverbiale spinta salina.
Da abbinare con una sogliola alla mugnaia e vellutata di asparagi!

Figura 5 – Bottiglia di Colli della Toscana Centrale IGT “Pourriture Noble” di Fattoria Petreto.

Bianco Toscano IGT “Pourriture Noble” 1999
Ambrato, ancora vivo e lucente. La decantazione gli permette di esser subito sugli attenti e sviscerare sentori di albicocca disidratata, datteri, fichi secchi, caramella d’orzo, croccante ai pinoli e resina di pino. In bocca si muove sempre come uno stillo, come se gli anni non fossero passati, è molto fresco e mette in mostra un carattere ferrico. Fa vibrare le papille gustative e si affranca in un lungo finale salino, veramente irresistibile.
Da abbinare con una crostata alla crema pasticcera!

Toscana Bianco IGT “Pourriture Noble” 2001
Ambra scuro, più cupo e maturo del precedente. I profumi sono più materici e maturi, di vaniglia, cannella, arancia candita, burro fuso e impasto del panettone. Il sorso è largo e coinvolgente, più dolce e fruttato del precedente. La maggiore morbidezza ed il carattere fruttato chiudono la salinità, ma la sua armonia è veramente affascinante.
Da abbinare con un blu di capra!

Colli della Toscana Centrale IGT “Pourriture Noble” 2004
Giallo dorato, brillante, aristocratico. Palesa le tipiche sensazioni della pourriture noble, con tocchi di zafferano e tartufo bianco, poi nocciolina americana, burro di cacao, cera d’api e miele millefiori. Il sorso è glicerico, ampio e avvolgente, mentre il finale è decisamente ammandorlato. Questo carattere di frutta secca emerge anche note di crema di nocciole e di pinoli tostati, è ancora in stato embrionale, d’altronde la 2004 fu un’annata straordinaria.
Da abbinare con un pecorino di Pienza lungamente stagionato!

Colli della Toscana Centrale IGT “Pourriture Noble” 2006
Oro luminescente, che brilla di luce propria. I profumi sono molto giovanili, incentrati prevalentemente su sensazioni di erbe aromatiche essiccate. Prima della catalizzante sensazione citrina si alternano dinamicamente maggiorana, timo, origano e menta piperita. Il sorso è verticale, teso e fissato saldamente sul binario della piccante acidità, mentre la parte aromatica ricorda lo zenzero e gli oli essenziali del limone. La dolcezza è contenuta, tanto da essere definito amabile, stupendo il finale, succoso, corroborante e godurioso.
Da abbinare con del Parmigiano Reggiano 36 mesi di Vacche Rosse!

TheMarchian.

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