Rigore Friulano – Friulano DOC La Duline 2017 – Vignai da Duline

Rigorosamente italiano, rigorosamente forte ed elegante; non chiamatelo Tocai, ma orgogliosamente Friulano, che dalle Grave ai Colli Orientali del Friuli porta alta l’iconica bandiera del gusto e del savoir-faire dei prodi vignaioli del Nord-Est. Dall’animo divisibile in due parti, sa distinguersi per il suo perfetto adattamento ambientale, e a seconda della sua estrazione territoriale sa esprimere doti “quotidiane” (legate a vini semplici e beverini) o doti “inusuali” (legate a vini complessi e strutturati). Oggi ho davanti a me un’espressione concettualmente e materialmente strutturata, potente ed elegante, pensata e creata per palesare nel tempo fascino e longevità, che lo porteranno a definirsi come un grande vino. Lorenzo Mocchiutti e Federica Magrini sono gli artefici di questa ennesima esperienza di grande capacità, caparbietà e passione, capace di raccontare uno spaccato d’Italia sveglio e laborioso, che energicamente si fa strada nel fitto e sovraffollato panorama vitivinicolo internazionale. Dai loro 6 ettari di vigneti inerbiti nel Collio, arriva questo splendido esempio di carattere e determinazione, che svolge prima la fermentazione malolattica e poi la maturazione in legno. Bello e luminoso colora il calice con uno sgargiante giallo quasi dorato, che esplica immediatamente il suo percorso stilistico. Al naso mi incuriosisce fin da subito emanando ricordi legati ad anice, miele d’acacia e confetti di mandorle, che improvvisamente vengono svegliati da uno slancio mineral-balsamico dritto e rinfrescante che elegantemente spezza la dolce opulenza dell’affinamento in legno. Ha una bella profondità, legata ad un pregevole sfondo pietroso che pur facendolo risultare ancora un po’ frenato da un alone di incompiutezza, mi emoziona facendomi immaginare il suo futuro affinamento in bottiglia. Si completa con lievi pungenze piccanti, cenere spenta e sulfuree sensazioni di tartufo nero cotto nel burro. In bocca mostra la sua grandezza, entrando con forza e consistenza, mostrando un carattere determinato a non passare inosservato, che riesce ad unire la morbidezza lattica alle durezze prima agrumate e poi saline, quasi iodate, che lo accompagnano fino ad un interminabile finale di bocca. Una grande scoperta in questo giorno di lezione in Accademia che mi fa esclamare: “Perchè non ho questo vino nella mia cantina?”, provvederò al più presto a sanare questa imperdonabile mancanza e quando sarà giunto il suo momento lo abbinerò con una scaloppa di foie-gras su pane brioche tostato e albicocche caramellate.


TheMarchian

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