TheMarchian goes to Belgium – Il Diario – Giorno 26

Oggi è martedì, il giorno in cui riapriamo le porte dell’Enoteca e diamo inizio alla settimana lavorativa. La mattinata, come sempre, parte da un rinvigorente allenamento e arriva fino alla meritata doccia calda, un toccasana prima di entrare a lavoro. Questa è una giornata speciale, perchè questa sera andrò a Bruxelles per partecipare alla festa della Repubblica nella casa dell’ambasciatore italiano Elena Basile. L’invito è giunto a La Scoperta, poichè importatore diretto di una delle aziende partner dell’evento, la siciliana Tenuta Bastonaca. Inge, con grande gentilezza, mi ha chiesto di partecipare al suo posto, perchè lei non è in città. Quindi lavoro con Ruben fino alle 15.40 e poi salgo in appartamento per prepararmi all’evento di stasera. Giacca, camicia, scarpe di pelle e l’immancabile papillon si uniscono per creare una mise un po’ alla James Bond, ovviamente con meno puzza sotto il naso! Prendo il treno da Antwerpen Centraal alle 16.38 e arrivo alle 17.35 a Bruxelles Central. Dalla stazione decido di muovermi a piedi verso l’ambasciata, sono 3,5 km di strada ma lo faccio volentieri perchè voglio osservare come è la vita, le persone che girano in città e come viene gestito il caos della capitale più europea di tutte. Arrivo in ambasciata dopo circa 50 minuti di passo svelto, in cui ho notato come la città sia caotica e molto di corsa, mi ricorda molto Milano, in cui tutti corrono verso la possibilità di guadagnare di più e non si curano di quello che succede intorno a loro. L’ingresso della casa è bellissimo, quasi cinematografico, la sala si apre su di una scalinata in pietra bianca (simile a quella usata negli Chateau francesi) su cui scorre la fila degli invitati che uno ad uno porge il suo saluto all’ambasciatrice. Ammetto che sono un po’ emozionato, non capita tutti i giorni di entrare in un’ambasciata, e quindi comincio a ripassare tutte le regole del bon-ton che mi ricordo. Arriva il mio momento, e stringo la mano alla padrona di casa, e con la voce un po’ tremante la ringrazio calorosamente per l’invito, lei mi da il benvenuto e mi invita ad accomodarmi all’interno di questo bellissimo palazzo. Essendo tra i primi ad entrare ho la possibilità di girare per le sale in cui si terrà il buffet offerto dall’ambasciata. Per prima cosa prendo un calice di vino bianco, un vino siciliano (forse uno Chardonnay) onde evitare il troppo dolce per i miei gusti prosecco dry. Con il vino in mano comincio ad ambientarmi in questo salottino sofisticato, colmo di personalità importanti, che mettono un po’ in soggezione.

Dopo il selfie d’obbligo mi posiziono per poter assistere al discorso introduttivo dell’ambasciatrice in cui illustra (in ben tre lingue) la situazione odierna (after-elezioni) e quali saranno i programmi futuri all’interno del Parlamento Europeo, rassicurando i presenti sul mantenimento delle politiche comunitarie, che secondo lei, non subiranno le intromissioni dei partiti sovranisti. Prima di dare il via libera al buffet, si tiene una cerimonia di premiazione (con la medaglia di Cavaliere della Repubblica Italiana) a tre importanti personalità, che negli anni hanno contribuito a diffondere l’appartenenza e la storia italiana in Belgio. Giusto il tempo di ascoltare una bellissima versione dell’inno di Mameli in versione lirica (con pianoforte e mezzo soprano) che i rigidi e un po’ snob invitati si gettano con fare cinghialesco sulle tavole imbandite di prodotti italiani. Una scena che conferma come di fronte alla fame siamo tutti uguali! Mentre mangio scambio qualche parola con alcuni invitati, italiani, su come si trovano a lavorare in Belgio e su come si sono ambientati alle loro tradizioni. Verso le 22.00 decido di partire alla volta della stazione per andare a prendere il treno che mi riporterà ad Anversa, solo che la variabilità del meteo belga si palesa ancora una volta, regalandomi una felice piovuta, che mi accompagna dall’ambasciata fino a metà strada. Poi, all’improvviso si ferma, e mentre sto raggiungendo la stazione ho il tempo di guardare l’orizzonte, in un infuocato tramonto estivo che placa gli animi e l’ambiente che qualche minuto prima era stato scosso dall’irruenza della pioggia.


TheMarchian.

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