TheMarchian goes to Belgium – Il Diario – Giorno 32

È lunedì mi sveglio con calma e ne approfitto per fare qualche lavatrice che ho lasciato indietro nei giorni scorsi. Oggi sarà una giornata dedicata alla correzione finale della tesi, in cui rileggerò l’intero progetto e delineerò al meglio i dettagli finali. Mi appresto a finire questo benedetto elaborato che mi porto dietro da qualche mese, rimandando alcuni aggiustamenti per la mancanza di voglia nel sistemarli. Imbraccio tutta la voglia possibile e comincio la mia attività di revisione. Visto che il lavoro che devo fare mi annoia molto trovo molta difficoltà nel mantenere alta la concentrazione, ed è in questi momenti che viene fuori il mio difetto peggiore: la procrastinazione. Odio quando comincio a perdere tempo inutilmente, è un lato del mio carattere che mi perseguita da sempre, e ogni tanto riemerge togliendomi la costanza che invece necessito di avere. La giornata di sviluppa tra il combattimento con la mia forza interiore e la ricerca della giusta ispirazione, e piano piano riesco ad arrivare a completare le attività che mi ero prefisso. Per spezzare la monotonia del lavoro al MacBook a cena mi coccolo con un mix di formaggi tra cui il Cantal (un tipico formaggio belga di latte vaccino a pasta pressata non cotta), del Brillant Savarin (il classico “super-cheese” francese prodotto da una cagliata insieme a crema di latte), la Fourme d’Ambert (un erborinato a pasta molle di latte vaccino) è un po’ di Parmigiano Reggiano 36 mesi. In abbinamento scelgo la forza di un Sagrantino di Montefalco 2014 di Romanelli.

Un vino in cui il colore non è troppo fitto e che strizza l’occhio alla tipicità del centro Italia, interessante è denotare la luminosità dei riflessi, che mi indicano una probabile intrigante spalla acida. I profumi girano tutt’intorno ad una balsamicità che fa propagatore di aromi, e che guida le note fruttate di ciliegia e amarena, le note floreali di lavanda secca e le speziature di cardamomo essiccato. Qualche lieve tostatura di caffè e cioccolata fondente chiude un quadro olfattivo molto intrigante e promettente. In bocca il sorso è legato alla massa polifenolica (tipica del Sagrantino) che si manifesta con un tannino largo e astringente. Nonostante la robustezza del sorso si tratta di un vino dalla struttura molto elegante che è capace di guidare la persistenza unicamente verso sensazioni di frutto maturo, priva di ogni sorta di polverosità che a volte il tannino del Re umbro può palesare. La bella persistenza lo rende molto accattivante, anche se non è l’abbinamento perfetto con i formaggi che ho scelto trovo comunque il modo di godermelo al massimo, perchè non sempre abbiamo bisogno della precisione chirurgica del Sommelier.


TheMarchian.

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