TheMarchian goes to Belgium – Il Diario – Giorno 34

Driiin, suona la sveglia, ricordandomi che devo muovere le chiappe dal letto e cominciare questa lunga giornata infrasettimanale. Questa sera La Scoperta ospiterà una serata del ciclo Culinaria, che verterà sul racconto della Sardegna attraverso i vini di Giuseppe Sedilesu e le prelibatezze preparate da Peggie. Dopo la mia solita routine mi dedico a prepararmi, ripassando la geografia, i suoli, e le caratteristiche delle uve che rappresentano maggiormente questa splendida regione.

Finita la preparazione, in inglese, giunge l’ora di scendere le scale e di andare ad aprire l’Enoteca. La giornata scorre semplice e tranquilla tanto che verso le 17.00 cominciamo la preparazione della sala, sistemando l’orientamento dei tavoli, e apparecchiandoli con la massima precisione. Finita la parte organizzativa è il momento di cominciare ad impiattare gli appetizers che ho pensato per accompagnare il primo vino, il Granazza 2016. Per sorreggere la potenza e la ricca profondità di questo bianco caldo e morbido, ho preparato una tartina con base di pane croccante con sopra una babaganoush rivisitata (composta da polpa di melanzana cotta lentamente in forno, olio piccante, sale, pepe e menta) finita con un tocco di acciuga sott’olio (per dare sapidità). Un ottimo modo per cominciare la cena tra sapori forti e calorosi che con la mente devono portare le persone su di una spiaggia sarda. Arrivano gli ospiti e mentre gli servo il Granazza 2016 parto a spiegare un po’ in generale la Sardegna, la zona della Mamoiada e l’azienda Giuseppe Sedilesu. I partecipanti ascoltano interessati e curiosi, mentre degustano e si sorprendono di un bianco diverso da quelli che normalmente sono abituati a bere. Arriva poi il momento di farli accomodare a tavola per l’inizio della cena. La prima portata sono dei Malloreddus al sugo di carne, che si accompagneranno al Sartiu 2016, il Cannonau più giovane ed immediato dell’azienda. Esso viene vinificato in tini di cemento per salvaguardare la dirompenza fruttata e floreale di questa versione, che altrimenti potrebbe venire coperta dalla riduzione che il cannonau subisce in assenza di ossigeno. Mentre Inge introduce le più famose tipicità della regione (attraverso una presentazione in power point) comincio a servire il secondo rosso, il Mamuthone DOC 2015, la versione più tipica del Cannonau di Mamoiada, un vino molto mediterraneo caldo e forte che viene vinificato ed allevato in grandi botti da 75 hl. Esso sarà il perfetto accompagnamento al delizioso maiale lardellato e ripieno di carciofi e pomodori secchi preparato da Peggie. Una volta terminata la pietanza principale Inge mi lascia lo scettro della descrizione delle zone produttive della Sardegna e dei differenti suoli che la compongono, per catturare al meglio l’attenzione dei commensali sfrutto la cartina della regione così da fargli comprendere nel migliore dei modi le molte differenze. La mia lunga parte è mirata sia a permettere a Peggie di impiattare il dessert sia ad introdurre l’ultimo vino che avranno il piacere di gustare prima del termine della serata.

La fine è affidata ad un vino strepitoso, una Riserva proveniente da un unico vigneto di oltre cento anni, che cresce a 650 metri di altitudine su terreni profondamente granitici, l’ambiente ideale per fare esprimere al meglio le doti del Cannonau, e che lo rendono unico e speciale. Questo grande alfiere della cultura sarda è il Ballu Tundu DOC Riserva 2010, un vino che esprime profondamente il concetto di terroir, da cui estrapola la potenza calorica, e che in questo momento ci da un’ampiezza olfattiva inebriante, composta da una serie di profumi perfettamente intrecciati tra di loro. Va dai ricordi di Mirto, alla prugna secca, passando per cardamomo, incenso, terra bagnata, tartufo, resina di Pino e magicamente con un’ultima ventata salmastra che mi manda idealmente su di una spiaggia sarda immerso nella natura selvaggia. In bocca l’alcol è tanto, ma l’eleganza del vino è totalmente inaspettata, sicuramente le vecchie piante di Cannonau fanno si che il sorso si sviluppi maggiormente sul binario centrale con ancora qualche abbozzo di tannino asciugante. La chiusura è una delle più lunghe che abbia mai sentito, infinita con un ricordo legato alla prugna e al cacao amaro. È un vino che fa emozionare, e degustandolo insieme ai partecipanti vedo che colpisce tutti, perchè è così, di fronte ai grandi vini è l’emozione che fa la differenza! Serviamo la torta di mandorle e aspettiamo che gli ospiti con calma se ne vadano a casa, nel frattempo ci dedichiamo alla pulizia delle stoviglie e del negozio. Quando anche l’ultima persona se ne è andata rimaniamo in quattro: io, Ruben, Inge e Peggie. Per festeggiare l’ultima Culinaria della stagione Peggie decide di aprire una bottiglia con noi, un Primitivo e Malbek 2016 di Morella, un’importante azienda pugliese. È così che tra chiacchiere e risate abbiamo il modo di condividere pensieri e gusti sul vino e sulle dinamiche della vita, concludendo una serata allegra, calda e gioiosa.


TheMarchian.

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