Un giorno a Vini Veri 2019

La famosa rassegna sui vini di territorio, che unisce i vignaioli sotto l’egida della viticoltura naturale e tradizionale, è giunta alla sua 16esima edizione; un traguardo importante che merita di essere dedicato al compianto Giuseppe Rinaldi, uno dei fondatori di questo movimento di idee e responsabilità. Una giornata tra i banchi di assaggio dell’ area-exp di Cerea non basta certo a rendere merito a tutti i vigneron che presentano e condividono le loro unicità territoriali, ma proverò comunque a trasporre le belle storie che ho carpito attraverso i curiosi assaggi. Girando tra gli stand in legno si capisce molto della voglia di comunicare di questi piccoli produttori, che con coraggio superano i mille step burocratici del nostro paese e li trasformano in occasioni per stupire il mondo circostante. È così che in un sabato 6 aprile grigio e tenebroso mi spingo a degustare alcune delle, circa, 130 aziende presenti.

TERRAQUILIA

“Il Lambrusco di altura”

La provincia è quella di Modena, realtà legata indissolubilmente ai Lambruschi, il produttore è Pietro Vezzani che ha deciso di giocare sull’eleganza e la nervosità che il Grasparossa riesce a sviluppare a 400 mt di altitudine. Il metodo è Ancestrale, sia per i rifermentati sur lie che per gli sboccati.

TERREBIANCHE 2017

Pignoletto sur lie, semplice e beverino, lievi toni erbacei che accompagnano la scoppiettante acidità.

Non solo Lambrusco.

IL NATIVO ANCESTRALE

Sempre pignoletto, sempre Ancestrale, ma dalla complessità maggiore, un dono conturbante della rifermentazione in bottiglia per ben 15 mesi. In bocca si sviluppa con scatto vivace ed una spuma molto goduriosa.

Creamy Pignoletto.

FALCORUBENS 2017

Grasparossa differente, che grazie alla criomacerazione estrae ricchezza e vivacità dei profumi mantenendo una massa colorante sorprendentemente scolorata. Profumi graffianti, quasi da Sorbara, misti tra violetta e grafite, con un sorso freschissimo e snello.

Una bottiglia non basta.

FALCONERO ZERO

Grasparossa Ancestrale con sboccatura, come un metodo classico, purpureo e gioviale. Rimanda subito alla territorialità Emiliana, mettendo in fila mirtilli, more e note erbacee. In bocca è succoso e molto croccante, con un finale di violetta molto selvatico.

Tradizione, senza dolcezze.

Podere Cipolla

“L’allegria reggiana”

Denny Bini è una persona gioviale, simpatica e divertente, la sua sincera disponibilità sembra mantenere il fil rouge anche nei suoi vini, che comunicano amore per la vita e spettacolare serbevolezza. Rimarcabili le sue espressioni sia di Malvasia di Candia Aromatica, con il Levante, sia il Lambrusco Ancestrale, con il Rosa dei Venti.

PONENTE 270 2017

Un blend di ben 6 varietà, tra cui spiccano il Lambrusco Grasparossa, il Sorbara ed il Malbo Gentile. Si articola tutto intorno alle note fruttate scure e balsamiche delle more acerbe, con lievi toni floreali che ingentiliscono il bel profumo. In bocca la parola d’ordine è serbevolezza.

Gioviale.

LIBECCIO 225 2017

Grasparossa 100%, con macerazione di ben 15 giorni, da cui estrae note selvatiche un po’ foxy e molto floreali. È avvolgente con una bocca in cui l’acidità sorregge la parte tannica fino ad un ottimo finale di timo e mandorla secca.

Energetico.

Ca’ dei Zago

“Glera in abito da sera”

La quinta generazione della famiglia porta avanti un grande lavoro di nobilitazione della Glera, attraverso l’identificazione di veri e propri Cru geologici basati su terreni ricchi di selce e calcare.

CA’ DEI ZAGO col fondo 2017

Lieve macerazione con le bucce e aggiunta di torchiato prima di rifermentare in bottiglia. Ricco di profumi come mallo di noce, lievito, agrumi e toni sulfurei. In bocca la soffice bollicina crea uno scorrimento che somiglia ad un metodo classico.

Stiloso.

Rinaldi

“Eleganza citrica”

La tradizione del comune di Barolo, che da sempre si identifica nell’essenza citrica, legata ai vini e soprattutto al carattere del compianto Giuseppe. Le due figlie stanno dando un’emozionante continuità al territorio e alla passione che il nome di questa splendida azienda rappresenta.

LANGHE NEBBIOLO 2017

Colore da tradizione, dritto e giocato su lampone e melagrana, in bocca la struttura si sottomette all’acidità dei frutti rossi aspri.

Giovane prodigio.

BAROLO TRE TINE 2015

Austero come deve essere, tanta parte floreale, violetta e lavanda su tutto, in bocca è un corpo unico di grande stile ed eleganza, ma ancora da aprirsi.

Austerità dinamica.

BAROLO BRUNATE 2015

Balsamico e fruttato, espressivo e meno chiuso del Tre Tine, la violetta domina la parte olfattiva, e lascia spazio solo ai rimandi agrumati di un’arancia amara. In bocca mette in mostra un’acidità sontuosa che senza tergiversare accompagna sino ad una chiusura raffinata e molto femminile.

Finezza aranciata.

Rivella Serafino

“Il sapore del terroir”

Teobaldo Rivella e la moglie sono due persone gentili e premurose che coccolano le loro splendide vigne sulla collina di Montestefano in Barbaresco.

DOLCETTO D’ALBA 2017

Fruttatissimo e piccante grazie alla sua caratteristica nota di pepe nero, in bocca è scorrevole con un gusto di mora matura molto godurioso.

Dolcetto everyday.

BARBARESCO MONTESTEFANO 2015

Lavanda, lampone confit e carnosità definiscono un profilo di annata calda e costante. In bocca è conturbante grazie al suo gioco longilineo tra sottobosco e sigaro spento.

Materico.

BARBARESCO MONTESTEFANO 2014

Un Barbaresco di tensione, tutto acidità e sapidità, i profumi ricordano il mandarino e la carne cruda, con una progressione aromatica di sontuosa eleganza.

Teso.

Zampaglione

“Il macerato sudista”

Zampaglione e la sua unica etichetta il mitico Don Chisciotte, un Fiano che viene arricchito e ampliato da una scelta enologica legata alla macerazione con le bucce.

DON CHISCIOTTE 2017

Fieno, camomilla, fondi di caffè, susina matura e iodio marino. La sua tensione è legata indissolubilmente al volume di bocca, solare ma definito dall’estratto secco.

Il Fiano macerato.

Dario Prinčič

“Il sale del Collio”

Prinčič è uno dei magnifici produttori di grandi macerati del Collio, una schiera di vignaioli attaccati alle tradizioni e alla naturalità della vocazione agricola.

JAKOT 2016

Tanto frutto giallo domina un mosaico olfattivo chiaro ed esemplificativo del suo vinificatore. In bocca le chiavi di lettura sono piccantezza acida di agrume macerato e sapidità di fleur de sal.

Salato.

MERLOT 2007

Caramello salato, liquirizia e origano secco descrivono la terziarizzazione dei profumi. La bocca è di una vitalità disarmante, giocata interamente sull’acidità agrumata e la chiusura tostata tra cioccolato fondente e noce.

Vivissimo.

Bea Paolo

“Montefalco e la sua tradizione”

Paolo Bea lavora su terreni antichi e viti vecchie, è un vignaiolo appassionato ed orgoglioso del suo lavoro, uno di quelli che ti affascina con il racconto della sua terra.

ARBOREUS 2012

Trebbiano Spoletino da viti di 100/130 anni maritate agli alberi. Ha uno sviluppo su toni balsamici di rosmarino e pesca gialla matura. In bocca spicca la sua corroborante scia sapida.

Da non credere.

PAGLIARO 2011

Sagrantino di Montefalco da viti di oltre 40 anni, ha una profondità emozionante, perchè ancora rimane in sordina rendendolo granitico ed austero nei profumi. In bocca è corposo ma con stile, perchè l’acidità riesce a soggiogare il tannino e a renderlo elegante. Progressione finale di una sorprendente sapidità.

Filosofia e territorio.

Valter Mattoni

“La gioia Abruzzese”

L’irresistibile gioia di Valter Mattoni si unisce con la rusticità del Montepulciano Abruzzese, dando un risultato dalla beva compulsiva.

 

ARSHURA 2015

Il Montepulciano secondo Valter, totalmente incentrato sulle parti dure, infatti tannicità e acidità dominano un sorso teso e molto raro per la sua tipologia. Il colore è purpureo, ma l’anima è frutta rossa e piccantezza!

Energico.

La Visciola

“I Cru del Cesanese”

Azienda laziale, sita ne Piglio, dove comanda il Cesanese, loro lo trattano alla Borgognona, cercando e delimitando vari Cru che ne defiscono peculiarità moto differenti.

PRIORE MOZZATTA 2016

Vigna posta su di un suolo formato prevalentemente da argilla bianca, crea un vino balsamico e molto floreale. La violetta e la lieve nota animalesca lo fanno animare di nerbo e sostanza. In bocca è scattante grazie ad una irresistibile acidità.

Cresce bene.

Antoniotti Odilio

“La sottigliezza del Nord del Piemonte”

Una terra antica di origine vulcanica ospita un produttore serio e legato alla sua storia familiare, quella di un tempo, che oggi è più attuale che mai!

BRAMATERRA 2015

Nasce su suoli porfidici posti in una calda conca esposta a Sud-Ovest, da cui trae un’essenzialità molto elegante, descritta da un’ossutezza di gusto molto elegante. Affina in una vecchia cantina scavata nella roccia.

Slim fit.

 

Vini Veri 2019 si riconferma un appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati e gli operatori che sono in cerca di storie vere ed originali, raccontate “vis a vis” da chi si spacca la schiena per realizzare un sogno. Quindi grazie ad ogni produttore che ha perso un po’ del suo tempo a spiegarmi la sua filosofia, sono stati momenti indimenticabili!


TheMarchian.

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