Il Chianti Classico di San Casciano – Lo stile attento del Principe Duccio Corsini a Villa le Corti

Il mio viaggio odierno nel mondo del Chianti Classico si ferma nel comune di San Casciano in Val di Pesa, dove sorge la maestosa Villa le Corti, splendida residenza del Principe Corsini. Ci troviamo nel limite Nord-Ovest della Denominazione, in un areale da sempre chiacchierato, poichè rappresenta la parte comunale più vicina a Firenze e originariamente non compresa nella zona del Chianti. La sua storia all’interno della delimitazione territoriale comincia nel 1926, quando per volere dei grandi imbottigliatori viene aggregata alla composizione iniziale del 1924, che comprendeva solamente Radda, Gaiole, Castellina, Greve, Vagliagli e San Gusmè. Questa decisione fece storcere il naso a molti (soprattutto i puristi e gli abitanti dei paesi di Radda, Gaiole e Castellina) poichè si sentirono privati di un’identità storica riconosciuta sin dal 1716 (Bando Granducale di Cosimo III de’Medici). La scelta dei legislatori creò una tormentata convivenza tra i comuni chiantigiani, che contrappose diversità ambientali e filosofiche. L’areale di San Casciano si dimostrò immediatamente come un terreno fertile per la sperimentazione, così alcuni produttori sposarono un carattere modernista ed internazionalista, spesso votato all’innalzamento della quantità, a discapito della qualità. Questa corrente avanguardista voleva uscire dalle tradizioni, per inseguire dei concetti enologici nuovi e legati soprattutto alle geniali intuizioni di personaggi illuminati, è così che parallelamente all’aumento della quantità, in questa zona nacquero due pietre miliari del vino toscano: Tignanello (1971) e Solaia (1978). Furono loro gli apripista per dichiarare al mondo intero che anche San Casciano non era solo numeri, bensì poteva contare su di una naturale inclinazione alla produzione vitivinicola, legata ad un’ambiente particolarmente vocato.

Cartina del Chianti Classico con l’aggiunta di S. Casciano in Val di Pesa nel 1926

Qua troviamo colline degradanti, rispetto alla conformazione centrale dei Monti del Chianti, che abbassano la loro altitudine sino ai 250/300 metri s.l.m. e sono composte da terreni più sciolti e fertili. La loro origine geologica è infatti più recente, poichè risale (per quanto riguarda il sub-strato) all’Era del Pliocene (circa 2-3 milioni di anni fa) quando il mare ritirandosi ha lasciato dietro di sè compattamenti di argille, limi e sabbie; mentre la parte superficiale è ricoperta da pilloli fluviali di forma ovale, ammassatisi su quello che era un antico letto fluviale. Dal canto suo il clima si collega con questa maggiore morbidezza delle colline, rivelandosi più mite e caldo tanto da venir definito “quasi mediterraneo”. Il Terroir che si origina da questa combinazione naturale permette di creare dei vini graziosi nei profumi e gentili nel gusto, le cui caratteristiche di facilità di approccio ed eleganza li rendono più immediati e soavi rispetto ai Chianti Classico dei comuni centrali.

Mappa dei comuni degli 8 comuni del Chianti Classico con il posizionamento di Villa le Corti di Principe Corsini

Villa le Corti è una straordinaria espressione di storia fiorentina, che parte dal 1363, quando la nobile famiglia Corsini acquista il frantoio (uno dei più antichi ancora in attività) e i poderi circostanti, trasformandoli nel XII secolo in una residenza nobiliare che ha visto passare personaggi di sommo calibro della vita, sia politica che economica, di Firenze e dell’Italia. Tra i tanti mi piace ricordare Lorenzo Corsini, divenuto Papa Clemente XII nel 1730, fondatore dei Musei Capitolini e attuatore della committenza per la costruzione della Fontana di Trevi; e come non rammentare Tommaso Corsini, che alla fine del XIX Secolo fu deputato del Regno d’Italia, fondatore della Fondiaria Assicurazioni e persino Presidente della Cassa di Risparmio di Firenze. Insomma una famiglia, quella dei Principi Corsini, che ha lasciato un solco profondo nella storia e nel tessuto sociale del nostro bel paese e che non poteva tirarsi indietro di fronte alla sfida enologica di risollevare lo stile dei vini di San Casciano in Val di Pesa.

Da sx: i pilloli fluviali nei vigneti, facciata di Villa le Corti, panoramica dei vigneti

La sfida è stata accolta nel 1992 dal Principe Duccio Corsini, che convinto della vocazione di questo territorio ha trasportando con lungimiranza l’azienda verso la modernizzazione. Oggi Villa le Corti è una fiera realtà che contribuisce a rialzare l’onore del Chianti Classico prodotto a San Casciano, capace di far cambiare idea anche ai più mordaci detrattori. La conversione al biologico e la certificazione vegana sono solamente gli ultimi traguardi che si sono aggiunti ad uno stile rispettoso dell’ambiente e del Sangiovese, il re dei vigneti della Tenuta. Quest’oggi degusto il Chianti Classico e la Gran Selezione, due vini che mi permetteranno di comprendere come la filosofia aziendale si rapporti con il marchio del Gallo Nero.

Bottiglia Chianti Classico DOCG “Le Corti” 2016

CHIANTI CLASSICO DOCG “LE CORTI” 2016
95% Sangiovese + 5% Colorino – esposizione SUD – altitudine compresa tra i 250-300 metri s.l.m. con terreno argilloso ricco di scheletro composto da ciottoli di origine fluviale.
Vinificato in tini di acciaio troncoconici, dove fermenta per circa 20 giorni, a cui seguono 12 mesi in tradizionali vasche di cemento.
Già dal colore si intuisce la sua attinenza al territorio e al taglio totalmente autoctono, scelto dal Principe Duccio per rappresentare al meglio la natura del Chianti Classico, infatti si presenta di un rosso rubino scarico, schietto e lucente. I profumi parlano di gioventù e fragranza. Le prime note che fanno capolino sono quelle floreali di violetta fresca e rosa Mister Lincoln, poi si palesano i toni fruttati che ricordano la soavità della ciliegia appena matura ed il succo di lampone. Il bagaglio olfattivo si completa con piccanti sfumature rinfrescanti che ricordano la paprika e l’alloro. Il sorso è scorrevole, elegante e grazioso. Le note aromatiche sono delicate e ben succose, mentre la parte tattile mette in mostra un tannino setoso e soave. La chiusura di bocca è schietta e diretta con rimandi totalmente fruttati.
Un Chianti Classico di territorio, perfettamente attinente alla zona di San Casciano e allo stile vibrante e “sprintoso” del Sangiovese.

Bottiglia Chianti Classico Gran Selezione DOCG “Don Tommaso” 2015

CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE DOCG “DON TOMMASO” 2015
80% Sangiovese + 20% Merlot – esposizione SUD – selezione delle migliori uve di Sangiovese della Tenuta ad altitudini comprese tra 250-300 metri s.l.m. con terreno argilloso ricco di scheletro composto da ciottoli di origine fluviale.
Vinificato in acciaio con macerazione di 18 giorni per il Sangiovese e di 16 per il Merlot, a cui seguono 16 mesi in tonneau e altri 14 mesi in bottiglia.
Il colore palesa chiaramente lo stampo più modernista di questa Gran Selezione, per cui il Merlot funge da intensificatore della massa colorante, che si fa notare per un rosso rubino profondo e conturbante. Al naso mette in mostra un’intensità vivace ma non eccessiva, ponderata ed elegante. L’incipit è balsamico di alloro secco, che poi lascia spazio a suggestioni di frutta in confettura come mirtilli, lamponi e amarene. Si allarga su ricordi di pepe di Sichuan e lavanda secca e infine lascia spazio a tocchi di bastoncino di liquirizia e grafite, che ne definiscono l’innata ampiezza. In bocca è un vino stiloso, morbido e loquace, con l’impatto pseudo-calorico che ben si intreccia con le note speziate e fruttate. Il tannino è docile e garbato, e insieme alla delicata freschezza dona al sorso un carattere nobile e avvolgente. Dopo la deglutizione chiude con una persistenza aromatica intensa lunga e appagante di liquirizia e confettura di lamponi.
Una Gran Selezione di livello, delicata e ben estratta che ben identifica la voluminosa annata 2015, declinata con un occhio allo stile più moderno.

Entrambi i vini rappresentano la profonda ricerca maturata dal Principe Corsini nel corso di quasi 30 anni di esperienza, una ricerca atta a valorizzare il terroir e la tradizione locale, senza però dimenticarsi del mercato e della necessità di assecondarlo in alcune sfumature. Se dovessi utilizzare un sostantivo per definire i vini di Villa le Corti, sceglierei senza remore il seguente: bilanciamento.

TheMarchian.

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